mercoledì 29 febbraio 2012

vita viva

ore 16.10: io, nm e np ci stiamo incamminando verso la scuola dove tra poco uscirà ng.
np è arrabbiato perchè gli ho detto che non può prendere il monopattino di nm parcheggiato in macchina, dato il traffico di pedoni e veicoli a ridosso del marciapiede.
passiamo davanti alla cancellata di un condominio con parchetto annesso.
forse np in quel momento decide di farmi diventare il suo ciuccio per vendicarsi: se lo toglie dalla bocca, allunga il braccio tra le inferriate del cancello e lo molla, facendolo finire sul praticello del condominio.
np: mi sussiu...(il mio ciuccio)
forse mi ha mollato lì sottoforma di ciuccio, ma se ne pente subito perchè inizia a piangere. dunque mi rivuole. tento di recuperarlo. di recuperare me stessa. inutile.
m: np, non riesco a prendermi, cioè...a prenderlo...mi dispiace, però tu non dovevi lanciarlo...non preoccuparti, lo troverà un uccellino che ne ha bisogno per fare la nanna.
np è un po' più calmo immaginando un uccellino che assurdamente tiene il suo ciuccio nel becco.
ma la pace profonda la trova ascoltando il fratello maggiore.
nm: dài, np, non piangere, a casa hai ancora tre ciucci vivi.
m: tre ciucci vivi? cosa sono i ciucci vivi?
nm: sono i ciucci di np. lui ha una vita viva.
m: come... ha una vita viva?
nm: perchè ha ancora tre ciucci a casa.
chiarissimo.

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