martedì 17 aprile 2012

distacco

stamattina, dopo alcuni mesi, è toccato a me il grand tour delle scuole in furgoncino, perchè nel pomeriggio p vuole inaspettatamente essere presente al colloquio con le maestre di ng e per questo motivo ha anticipato l'ingresso in ufficio.
apprezzo le intenzioni di p, ma sono incredula sul risultato. crederò solo quando vedrò p al colloquio. tanto p lo sa che mi fido poco per carattere. lo sa da 19 anni, ma sta ancora con me.
io, nm e np salutiamo ng davanti al cancello della scuola.
è la volta di np. entriamo al nido, salutiamo l'educatrice e gli altri nanetti, ci rechiamo all'armadietto per riporre la giacca e fare il cambio scarpe, torniamo nel punto di ritrovo, dove nm ha giocato in nostra attesa.
momento del saluto: np allunga le braccia verso di me, piega le labbra in giù, dice mamma.....nooooo!....e inizia a piangere in un drammatico e struggente crescendo.
np, non sono pronta a sentirti piangere dopo 8 mesi di nido!
ti sorrido, ti dico di non piangere, che nel pomeriggio tornerò a riprenderti, dico a nm che dobbiamo andare via, parlo velocemente, la mia voce è coperta dal tuo pianto, forse neanche l'hai sentita. e io che faccio? invece di prenderti tra le mie braccia non riesco neppure ad avvicinarmi a te. mi sento bloccata.
l'educatrice ci riesce, dicendo dolcemente: ma col papà sei così bravo!
a queste parole sento di detestare p, il suo lavoro, le maestre di np e anche un po' l'educatrice di np. 
preparo nm ad una fuga istantanea, sperando di  facilitare le cose a np.
mi stampo un sorriso finto sulla faccia e fuggo con nm.
in realtà fuggo dalle emozioni che provo in quel momento: la tristezza di np, la sua rabbia, sono diventate mie e mi fanno talmente male che voglio scappare da loro.
ma riesco solo a scappare da np, invece di stare con lui ancora un po', prenderlo in braccio, coccolarlo, parlargli piano, accarezzarlo.
in macchina sento qualcosa che stringe la mia gola, ma non abbastanza da impedirmi di parlare, così chiedo a nm: sei triste anche tu per np?
nm: sì. dovevamo stare un po' con lui al nido.
m: è vero, dovevamo restare lì a giocare con lui per calmarlo.
nm non solo ascolta le mie parole, ma capisce le emozioni e i sentimenti che le muovono prima ancora che io riesca a dare un nome a quelle emozioni e a quei sentimenti.
m: credo di sì, nm. se capiterà ancora che np piange al nido, resteremo un po' con lui e se io sto per andare via, tu, se puoi, dimmi di restare.
nm: ma perchè siamo andati via?
m: sai, nm, ero triste vedendo piangere np, ma mi vergognavo a farmi vedere così dall'educatrice e dalle altre mamme. in quel momento non riuscivo proprio a non essere triste, volevo solo andare via perchè avevo paura che da un momento all'altro avrei pianto anch'io come np.
nm: la prossima volta, se np piange, restiamo con lui per farlo giocare così non piange più e neanche noi siamo tristi.

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