nm mi accompagna a fare fisioterapia al polso.
perchè il nanetto non si annoi nello studio medico, il dottor f accende gentilmente il suo pc e fa vedere un cartone animato a nm.
finita la terapia, il cartone viene necessariamente interrotto.
l'ombra di tristezza sulla faccia di nm svanisce alla vista del pezzettone di cioccolato regalato prontamente dal dottor f.
usciti dallo studio, nm mi chiede di aprire il suo delizioso pacchetto.poi assapora lentamente.
senza pensare, senza chiedere il permesso, mi avvicino a quella roba supercalorica e faccio un morso. un piccolissimo morso al pezzettone di cioccolato di nm.
la mia golosità si è incautamente fidata della generosità del nanetto.
nm scruta i miei occhi per dirmi con i suoi:
che cosa ti è saltato in mente di fare con il mio cioccolato?
nm mi guarda ancora con delusione e rabbia.
all'istante mi pento amaramente del mio gesto e pure quel dolce sapore di cioccolato diventa amaro, amarissimo. mi sembra di aver mangiato rucola.
temo che nm me la farà pagare cara. e amara. come la rucola, appunto.
nm continua a interrogarmi con i suoi occhioni azzurri, trasparenti, disarmanti.
vorrei chiedergli perchè mi guarda in quel modo, ma siccome sono certa della sua risposta, non oso fiatare.
nm: ma era miooooo......eee.....perchè l'hai mangiatoooo?
le sue parole e il suo tono sono già un lamento, preludio al pianto.
eccomi accontentata. dopo 2 secondi nm piange disperato.
voglio sprofondare qui, in sala d'attesa, adesso, davanti a 9 persone che mi puntano gli occhi addosso.
nm piange sempre più forte e inevitabilmente nel giro di 5 secondi spuntano, nell'ordine: il dottor f che chiede cosa sia successo e un'impiegata che dice di fare silenzio perchè nella sala accanto c'è un paziente sottoposto ad elettrocardiogramma, perciò signora, per favore.....
per favore cosa, cara impiegata? so perfettamente che un elettrocardiogramma deve essere eseguito nel silenzio e nella tranquillità, ma quale favore ti posso fare se mio figlio ha voluto insegnarmi a chiedere sempre il permesso prima di prendere qualcosa che non è mio, proprio qui e ora, perdipiù tra lacrime e strilli?
non posso farti proprio nessun favore. casomai, ne ha fatto lui uno a me.
è come se mio figlio mi avesse detto: mamma, mi hai derubato! adesso ti faccio vedere quanto è bello rubare a me che sono tuo figlio e non il cointestatario di un conto corrente!
i nanetti sono giudici impietosi, ti appallottolano per bene fino a ridurti una schifezza.
comunque mi spiace anche un po' per chi ha tutti quei fili attaccati sul petto e che magari dovrà farseli staccare e riattaccare tra imprecazioni varie.
quindi mi sento una doppia schifezza.
una gentile signora, che ha assistito a tutta la scena, propone di compensare la vittima del furto con una caramella, ma a nm proprio non va giù la mia appropriazione indebita. me la fa pagare tutta, la mia condanna.
prendo in braccio nm e corro giù per le scale.
come mamma di tre nanetti, cerco di insegnare loro il rispetto, tra le altre cose.
carissimo golosissimo nm, stavolta tu, con la tua tenerezza, il coraggio di mostrare le tue emozioni e il tuo giovanissimo, ma ineccepibile senso della giustizia, lo hai insegnato a me.
e te ne sono infinitamente grata.
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