la scuola frequentata da ng ha invitato i genitori dei nanetti scolari a partecipare a due incontri tenuti dalla pedagogista Valerie Moretti, un mostro sacro della pedagogia.
io e p non abbiamo dovuto lanciare i dadi per vincere il biglietto d'ingresso.
l'invito sul diario di ng conteneva il destinatario nascosto e p ha vinto automaticamente la serata in casa coi nanetti. un'ora e mezza per giocare, lavarli e metterli a letto.
p dice che io sono più brava ad ascoltare una pedagogista.
durante il primo incontro la Moretti ha parlato dell'importanza delle emozioni: ha detto che è fondamentale parlare di emozioni ai nanetti che hai messo al mondo.
dice che esistono più di 70 emozioni diverse. io ne ho trovate solo 15...più o meno il numero trovato dagli adolescenti a cui lei stessa lo ha chiesto. conclusione: ho ancora uno spirito molto giovanile.
nel secondo incontro Moretti ha parlato di prevenzione all'abuso sessuale. tema che mi mette i brividi solo a pensarci, ma di sicuro molto utile sentirne parlare.
credo di poter sintetizzare come segue (non me ne voglia, dottoressa Moretti, se un giorno malaugurato per caso leggesse questo post e ciò che scrivo non è esattamente ciò che ha detto):
noi genitori dobbiamo dire ai nanetti che se qualcuno li tocca e il loro corpicino gli fa capire di non gradire la cosa, possono fermare quel qualcuno dicendo NO, urlando, scappando, parlandone subito con un adulto di fiducia. solo così, dagli studi effettuati da Moretti e dalla sua equipe, si può ridurre significativamente il numero degli abusi.
detta così sembra molto semplice, ma non è affatto semplice parlarne, soprattutto ad un nanetto e soprattutto se questo nanetto è il tuo ed è pure femmina di 6 anni.
ho deciso di farmi coraggio, di fare un bel respiro e di dirlo a ng, per cominciare.
Moretti ha detto di farlo e lo faccio.
penso ng si sia un po' spaventata all'inizio, ma credo di essere riuscita a tranquillizzarla.
ng mi ha chiesto perché ci sono dei cattivi che toccano i nanetti anche se i nanetti non vogliono.
Moretti, non mi avevi preparata a questa domanda!
ho risposto con un banale e spontaneo: non lo so.
comunque ng sembra aver capito che è importante dire NO in certi casi.
e dopo una manciata di secondi di silenzio ha aggiunto abbracciandomi e guardandomi negli occhi: mamma, però gli abbracci, i baci e le carezze tuoi e di papà io li voglio sempre.
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